NATALE IN AMICIZIA

natale_2015

Come ogni anno, prima delle vacanze natalizie abbiamo augurato il Buon Natale ai nostri genitori cantando per loro. L’abbiamo fatto martedì 22 dicembre.
Insieme al Natale, quest’anno abbiamo cantato l’amicizia.
Perchè, come abbiamo spiegato dal palco, i sentimenti che stanno alla base di una vera amicizia (affetto, rispetto, attenzione, aiuto reciproco, perdono…) sono indispensabili alla realizzazione del messaggio di pace che ogni anno il Natale porta con sè.
Coltivare l’amicizia nel nostro piccolo mondo quotidiano è già un modo per mettere in pratica l’insegnamento di Gesù, e per questo vorremmo avere la forza di consolidare la nostra amicizia e farla durare, superando i conflitti e i fraintendimenti che possono ostacolarci in questo cammino.

Oltre ad imparare le canzoni, nell’ultimo mese abbiamo dedicato parte del nostro tempo scolastico ad altre attività natalizie. Al calendario dell’Avvento, per esempio.

calendarioAvvento

Vedete la fila di alberelli alla parete, sotto i cartelloni? Ne abbiamo incollato uno al giorno, a partire dal primo dicembre. Visti così sembrano alberelli bianchi. Invece no, ognuno è diverso dall’altro, perchè ciascuno di noi lo ha “scarabocchiato” con i propri personali “scarabocchi zen”. Come questo, ad esempio:

alberello_bn

Per il calendario dell’Avvento abbiamo scarabocchiato gli alberelli con la matita; per decorare il nostro biglietto di auguri natalizi, abbiamo invece usato il colore rosso.

alberello_rosso

Ed ecco due biglietti decorati, accanto agli alberelli di ceramica che sono il nostro lavoretto di Natale.

biglietti

 

A chi segue il nostro blog, ed in particolare agli amici di Quinta B di Brusaporto, auguriamo BUON NATALE!

 

UNA MATTINA DA FENICI

Oggi abbiamo partecipato al laboratorio Archeotur “La religione dei Fenici” .
Come sempre, l’argomento ci è stato prima illustrato con l’aiuto di una presentazione multimediale.

religione_Fenici

Tra le altre cose ci è stato spiegato che, nel santuario a cielo aperto detto tofet, i Fenici custodivano  in apposite urne le ceneri dei loro bimbi nati morti, o morti in tenerissima età. Le deposizioni dei bambini avvenivano con una cerimonia durante la quale i corpi venivano cremati e le urne di terracotta, che ne contenevano i resti, venivano deposte nel terreno e affidate alle divinità titolari del santuario, Baal Hammon e Tanit.

E siccome noi, a Sant’Antioco, abbiamo ancora il tofet dell’antica Sulky fenicia, ecco che dopo aver seguito la presentazione… siamo diventati tutti Fenici!
Insomma, siamo stati tutti abbigliati in modo consono alla drammatizzazione del rito fenicio che abbiamo svolto proprio nei pressi del tofet.

famiglia_e_cantori

officianti

musici_rito

 

Dopo la cerimonia, abbiamo raggiunto l’area archeologica del tofet, dove abbiamo visto le riproduzioni di urne e stele, proprio laddove i reperti originali erano stati ritrovati con gli scavi archeologici.

nel_tofetil_tofet

E i reperti originali? Abbiamo visto anche quelli: nel museo archeologico, inseriti in un bellissimo plastico, che evidenzia la stratigrafia degli scavi.

plastico_tofet

Nel corso della mattinata c’è stato anche il tempo di dedicarci a costruire delle piccole stele d’argilla con l’aiuto di stampi di gesso. Non abbiamo potuto però portarle via: dovremo aspettare che superino la cottura in forno prima di poterle conservare come ricordo di questa esperienza.

piccola stele_argilla

IL FORTE SABAUDO

forte_sabaudo

In occasione del 200° anniversario della presa del Forte Sabaudo (1815 – 2015), L’Amministrazione Comunale di Sant’Antioco, in collaborazione con la Cooperativa Archeotur, ha organizzato, proprio all’interno del Forte, un’attività didattico – teatrale gratuita destinata agli alunni della scuola primaria.

Stamattina abbiamo potuto usufruire di questa opportunità che ci ha permesso di conoscere, divertendoci, un episodio importante della storia della nostra cittadina.
Abbiamo così imparato, dal racconto di un operatore che impersonava  il comandante d’Artiglieria Efisio Melis Alagna, che il forte, costruito con il contributo della popolazione, fu espugnato dai pirati tunisini nell’ottobre del 1815. 

Abbiamo ascoltato dal tenente anche la descrizione delle armi usate dai difensori del Forte; abbiamo marciato con lui nel cortile e abbiamo imbracciato dei finti fucili per sparare dalle feritoie, rivivendo insieme l’epica giornata in cui il Forte fu espugnato.

in marcia

cannone

la difesa

L’ACCOGLIENZA

La settimana appena trascorsa è stata dedicata interamente all’accoglienza con attività giocose, di dialogo ed espressive.

Noi, che ormai siamo gli alunni più grandi del nostro plesso, ci siamo impegnati per far sentire a proprio agio e benvenuti i piccolini delle due classi prime: prima abbiamo colorato e donato loro dei segnalibri di buon augurio…

segnalibri

 

e abbiamo giocato con loro in salone con vari giochi che ci hanno permesso di conoscerci meglio.

giochi

 

Poi ci siamo divertiti a colorare dei piccoli burattini

burattini

e, lavorando per gruppi, abbiamo inventato delle scenette che, con i burattini, abbiamo proposto agli altri bambini del plesso. Ci siamo divertiti!

Un lavoro tutto per noi è stato invece quello di dare una identità alla classe realizzando il cartellone da appendere alla porta:

cartellone

Il messaggio è chiaro: ognuno di noi è unico, ma la diversità diventa ricchezza, completezza, armonia, se si collabora per raggiungere insieme gli obiettivi.

Sugli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere quest’anno, vi aggiorneremo man mano in questo blog…

FINALMENTE IN QUINTA!

Anno dopo anno, eccoci arrivati all’ultima tappa del nostro percorso nella scuola primaria: siamo in quinta! Eccoci in posa dietro le nostre girandole bianche e blu.

in_quinta

E dopo la foto, tutti via in salone ad accogliere i bimbi di prima che affrontano il loro primo giorno. Noi quel giorno ce lo ricordiamo ancora, ma sembra già così lontano…

 

OMAGGIO A MATISSE

Ultimo giorno in quarta. Abbiamo chiuso il nostro anno scolastico con una divertente attività di collage ispirata alle opere di Matisse, che con l’arte esprimeva la sua gioia di vivere.
Quali colori, meglio di questi, potevano comunicare la gioia delle vacanze finalmente arrivate?

Armati di fogli colorati, forbici e colla, ci siamo dati da fare e abbiamo “colorato” un angolo della nostra aula. Non è d’effetto?

omaggio_a_Matisse

 

Chi vuole, può ancora divertirsi a creare delle composizioni, magari sostituendo le forbici con il mouse! Chi vuol provare?

In ogni caso… arrivederci in quinta!

 

FESTA DELLO SPORT

Oggi “Festa dello Sport” , manifestazione  organizzata e offerta dalla V.B.A. Olimpia di Sant’Antioco, la squadra di pallavolo della nostra cittadina.
Tanti giochi e divertimento per tutti i bambini della nostra scuola, sotto la guida dei giocatori della squadra. Le classi prime e seconde hanno giocato all’interno del Palazzetto dello Sport, le terze, le quarte e la quinta, nel campo scoperto adiacente.

Prima riscaldamento e circuiti, poi palleggi, bagher, battute, partitelle e… urlo finale tutti insieme!

circuito

 

circuito2

partitella

urlo

LA CIVILTA’ NURAGICA

 

 

 

Una civiltà millenaria, quella nuragica, di cui però non c’è quasi traccia nei libri di storia per la scuola primaria. E’ una parte importante del passato della nostra terra che ci sembra giusto conoscere, ecco perchè in quest’ultimo mese ci siamo impegnati a studiare i principali aspetti della civiltà nuragica e quali tracce di quella lontana epoca sono state ritrovate nell’isola di Sant’Antioco.

In un pannello didascalico, nel nostro Museo Archeologico, si afferma che, nell’isola di Sant’Antioco, sono stati censiti una cinquantina di nuraghi, ma che ce ne sono probabilmente una ventina in più.
Purtroppo nessuno di essi è stato ancora oggetto di scavi e studi archeologici.

Il nostro museo archeologico custodisce, oltre ad alcuni frammenti di oggetti di epoca nuragica, il bel bronzetto dell’”Arciere sulcitano”,  in mostra accanto al plastico che ricostruisce il complesso nuragico di Gruttiacqua, località sud-occidentale della nostra isola.

Clicca per ammirare in photostream

il plastico

l’arciere

 

Recentemente è stato aperto il sito “ www.lastoriasarda.com ” su cui si possono leggere on line, o scaricare, dei PDF in cui la storia sarda è raccontata secondo lo stile, il linguaggio e il grado di difficoltà adatti ai bambini e ragazzi delle classi primarie e secondarie.

Per chi volesse approfondire…

 

IN GIRO ALLA SCOPERTA DELLA NOSTRA ISOLA

La settimana scorsa abbiamo effettuato ben due visite guidate, con lo scopo di approfondire la conoscenza del nostro territorio in relazione ad alcuni suoi aspetti geografici ed economici. Lunedì 11 maggio abbiamo visitato il “medau Brau” e il Maneggio Matta e giovedì 14, per la seconda volta quest’anno, la Fattoria Tupei.
Nelle nostre cartine abbiamo evidenziato i percorsi. itinerari

Il primo percorso è stato molto interessante:
abbiamo raggiunto il “medau Brau”, nella zona meridionale, attraversando prima la parte più interna dell’isola, incolta e ricca di vegetazione spontanea. La macchia mediterranea era dovunque, con le sue piante di lentisco, cisto, olivastro, palma nana, ginepro, mirto, corbezzolo, erica, leccio…
Ciò che più ci ha colpito sono stati i cespugli gialli e rossi di euforbia che spiccavano tra il verde degli altri arbusti e, per pochi secondi, prima di scomparire tra la vegetazione, una volpe che ci osservava dalla cima di una collina.
Lungo la valle di Triga e poi nella piana di Canai abbiamo visto campi coltivati a cereali. Arrivati al medau Brau, ai piedi del Monte Arbus, ci siamo fermati a vedere le capre rinchiuse nell’ovile. Sono capre che nella stagione fresca pascolano allo stato brado e la vegetazione della macchia mediterranea di cui si cibano rende il loro latte particolarmente ricco di sostanze minerali.

capre

Da questa bellissima zona abbiamo potuto vedere in lontananza gli isolotti del Toro, della Vacca e del Vitello.
Tornando indietro verso la Piana di Canai, abbiamo visto la bella spiaggia di Coecuaddus e un impianto di acquicoltura a mare.

Il resto della mattinata lo abbiamo trascorso nel maneggio dove, dopo aver avuto varie informazioni sull’allevamento delle capre e sulle caratteristiche del loro latte, un allevatore esperto ci ha mostrato come si fanno il formaggio e la ricotta.

fare_il_formaggio

In una stalla del maneggio poi abbiamo assistito alla ferratura di un cavallo.  Ai cavalli del maneggio si rinnova la ferratura circa ogni due mesi.

ferratura

Clicca sull’immagine!

I momenti più belli? I giochi nel fienile e la passeggiata a cavallo nel maneggio! fienile sui_pony

Lasciato il maneggio, abbiamo preso la via del ritorno sulla litoranea orientale che permette una bella vista sul Golfo di Palmas. Guardando verso l’interno, invece, abbiamo potuto scorgere la cima più alta dell’isola, il Monte Perdas de Fogu.

 

Tre giorni dopo, il secondo percorso, verso la Fattoria didattica di Tupei, ci ha permesso di osservare, durante il viaggio, la zona settentrionale dell’isola, con un unico rilievo degno di nota, “Sa Scrocca Manna”, e il Rio Tupei.
La Fattoria Didattica si trova in una zona abbastanza pianeggiante, in gran parte destinata ad attività agricole. Nella fattoria stessa, oltre ad un oliveto, abbiamo visitato un campo di grano sperimentale, coltivato per il progetto “Miglioramento genetico evolutivo e partecipativo”, con la supervisione del genetista Salvatore Ceccarelli.
Con il contributo diretto alla ricerca da parte degli agricoltori, si vuole arrivare a selezionare, in modo naturale, i semi migliori adatti alla coltivazione nelle zone più aride del pianeta, utili a sfamare le popolazioni del terzo mondo.

Il campo sperimentale di Tupei è suddiviso in “parcelle” di 3m x 4m ciascuna (abbiamo misurato!).

parcella

In ogni parcella è stata seminata una diversa varietà di grano, con lo scopo di valutare quali varietà si adattano meglio al nostro clima arido e, contemporaneamente, capire quali hanno una resa migliore per la panificazione o come mangime per gli animali.
Nella fattoria siamo stati impegnati anche in un divertente laboratorio: abbiamo impastato e lavorato pasta madre, acqua e semola, per ottenere, ognuno secondo la propria creatività, un pane del tipo “coccoi”.

coccoietti

Il pane è stato infornato, ed eccolo qua: pane_cotto

I coccoietti dovevamo portarli a casa per mostrarli ai nostri genitori, ma qualcuno non ha resistito e il suo lo ha mangiato subito!

SCUOLA IN FATTORIA

La nostra giornata scolastica oggi non si è svolta tra i banchi di scuola, ma a contatto con la natura e i suoi prodotti, nella Fattoria didattica di Tupei, alla scoperta di “tradizioni, saperi e sapori” del nostro territorio.

La fattoria si trova aTupei, località che dà il nome anche al rio che la percorre prima di sfociare in mare a sud-est di Calasetta.
Nell’azienda ci sono un uliveto, campi coltivati ad avena e spazi coperti da vegetazione spontanea: olivastri, lentischi, mirti, cisti, palme nane…
La nostra esplorazione della fattoria è cominciata quando ci è stato chiesto di confrontare e riconoscere vari rametti tagliati da queste piante della macchia mediterranea.

 

riconoscimento_rametti

 

Nella fattoria inoltre si allevano capre, per la carne e per il latte, e cavalli, per il maneggio.

caprette

 

cavalli

 

Con questa prima visita abbiamo iniziato il percorso didattico “Dal grano al pane”, che concluderemo con una seconda visita fra un mese.
Con una lezione teorica ci sono stati descritti il grano ed altri cereali e abbiamo potuto vedere, toccare e confrontare i vari chicchi e le loro farine.

chicchi

farine

toccare_i_chicchi

 

La parte più divertente è stata però quella laboratoriale, quando siamo stati guidati all’avvio della preparazione della pasta madre: in una ciotola abbiamo unito semola di grano duro, un goccio d’olio e uno di miele, acqua tiepida e abbiamo impastato il tutto pazientemente fino a far raggiungere all’impasto la consistenza desiderata.

pasta_madre

Il nostro impasto ce lo siamo portato via in un bicchiere di plastica, con l’impegno di continuare il lavoro, così come lo si faceva in passato, rinfrescando quotidianamente la pasta per poterla utilizzare dopo almeno 13 giorni. La pasta madre infatti, per essere pronta, ha bisogno di tempo, pazienza e costanza. la_nostra_pasta_madre