UNA MATTINA DA FENICI

Oggi abbiamo partecipato al laboratorio Archeotur “La religione dei Fenici” .
Come sempre, l’argomento ci è stato prima illustrato con l’aiuto di una presentazione multimediale.

religione_Fenici

Tra le altre cose ci è stato spiegato che, nel santuario a cielo aperto detto tofet, i Fenici custodivano  in apposite urne le ceneri dei loro bimbi nati morti, o morti in tenerissima età. Le deposizioni dei bambini avvenivano con una cerimonia durante la quale i corpi venivano cremati e le urne di terracotta, che ne contenevano i resti, venivano deposte nel terreno e affidate alle divinità titolari del santuario, Baal Hammon e Tanit.

E siccome noi, a Sant’Antioco, abbiamo ancora il tofet dell’antica Sulky fenicia, ecco che dopo aver seguito la presentazione… siamo diventati tutti Fenici!
Insomma, siamo stati tutti abbigliati in modo consono alla drammatizzazione del rito fenicio che abbiamo svolto proprio nei pressi del tofet.

famiglia_e_cantori

officianti

musici_rito

 

Dopo la cerimonia, abbiamo raggiunto l’area archeologica del tofet, dove abbiamo visto le riproduzioni di urne e stele, proprio laddove i reperti originali erano stati ritrovati con gli scavi archeologici.

nel_tofetil_tofet

E i reperti originali? Abbiamo visto anche quelli: nel museo archeologico, inseriti in un bellissimo plastico, che evidenzia la stratigrafia degli scavi.

plastico_tofet

Nel corso della mattinata c’è stato anche il tempo di dedicarci a costruire delle piccole stele d’argilla con l’aiuto di stampi di gesso. Non abbiamo potuto però portarle via: dovremo aspettare che superino la cottura in forno prima di poterle conservare come ricordo di questa esperienza.

piccola stele_argilla

IL FORTE SABAUDO

forte_sabaudo

In occasione del 200° anniversario della presa del Forte Sabaudo (1815 – 2015), L’Amministrazione Comunale di Sant’Antioco, in collaborazione con la Cooperativa Archeotur, ha organizzato, proprio all’interno del Forte, un’attività didattico – teatrale gratuita destinata agli alunni della scuola primaria.

Stamattina abbiamo potuto usufruire di questa opportunità che ci ha permesso di conoscere, divertendoci, un episodio importante della storia della nostra cittadina.
Abbiamo così imparato, dal racconto di un operatore che impersonava  il comandante d’Artiglieria Efisio Melis Alagna, che il forte, costruito con il contributo della popolazione, fu espugnato dai pirati tunisini nell’ottobre del 1815. 

Abbiamo ascoltato dal tenente anche la descrizione delle armi usate dai difensori del Forte; abbiamo marciato con lui nel cortile e abbiamo imbracciato dei finti fucili per sparare dalle feritoie, rivivendo insieme l’epica giornata in cui il Forte fu espugnato.

in marcia

cannone

la difesa

LA CIVILTA’ NURAGICA

 

 

 

Una civiltà millenaria, quella nuragica, di cui però non c’è quasi traccia nei libri di storia per la scuola primaria. E’ una parte importante del passato della nostra terra che ci sembra giusto conoscere, ecco perchè in quest’ultimo mese ci siamo impegnati a studiare i principali aspetti della civiltà nuragica e quali tracce di quella lontana epoca sono state ritrovate nell’isola di Sant’Antioco.

In un pannello didascalico, nel nostro Museo Archeologico, si afferma che, nell’isola di Sant’Antioco, sono stati censiti una cinquantina di nuraghi, ma che ce ne sono probabilmente una ventina in più.
Purtroppo nessuno di essi è stato ancora oggetto di scavi e studi archeologici.

Il nostro museo archeologico custodisce, oltre ad alcuni frammenti di oggetti di epoca nuragica, il bel bronzetto dell’”Arciere sulcitano”,  in mostra accanto al plastico che ricostruisce il complesso nuragico di Gruttiacqua, località sud-occidentale della nostra isola.

Clicca per ammirare in photostream

il plastico

l’arciere

 

Recentemente è stato aperto il sito “ www.lastoriasarda.com ” su cui si possono leggere on line, o scaricare, dei PDF in cui la storia sarda è raccontata secondo lo stile, il linguaggio e il grado di difficoltà adatti ai bambini e ragazzi delle classi primarie e secondarie.

Per chi volesse approfondire…

 

LA STORIA DEL NOSTRO TERRITORIO

Nelle ultime settimane abbiamo intrapreso lo studio della storia del nostro territorio a partire dalle prime tracce che l’uomo vi ha lasciato.

prime_tracce

Abbiamo imparato che queste tracce ci riportano a più di 5000 anni fa, quando, lungo l’istmo che collega la nostra isola all’isola madre, furono eretti i menhir detti Su para e sa mongia” (il frate e la suora).

su-para_sa-mongia

La leggenda racconta che un frate e una suora, presi da un folle, reciproco amore, stavano fuggendo dall’isola di Sant’Antioco quando l’ira divina li punì pietrificandoli.
In realtà si tratta di pietre fitte, una alta circa tre metri e l’altra due, che simboleggiano rispettivamente le divinità maschile e femminile.
I menhir sembrano legati alla presenza, nelle vicinanze, di un villaggio di pescatori-raccoglitori appartenenti alla cultura San Michele di Ozieri.

Allo stato attuale delle ricerche, sull’isola sulcitana sono stati identificati diversi insediamenti riconducibili alla Cultura di Ozieri (3 300 /2 700 a.C), tra cui quello dell’area del Cronicario e un altro in località Canai; in entrambi sono stati rinvenuti molti frammenti ceramici e litici.

Appartengono al medesimo periodo anche le domus de janas di Is Pruinis e quelle in località Serra Nuargia. Si tratta di tombe scavate nella roccia dove i defunti venivano inumati in posizione fetale con accanto il loro corredo funerario.

Anche queste tombe devono il loro nome alle leggende, secondo le quali le janas erano le fate abitatrici delle grotticelle, dette appunto domus de janas (case delle fate).
Da alcuni ritenute benefiche, da altri streghe, le janas hanno popolato numerosi racconti della tradizione fantastica sarda.
Piccole e dispettose, vivevano in mezzo alle rocce, preparavano pani leggeri più dell’ostia e, con le loro dita sottili, tessevano scialli con fili d’argento e d’oro. Uscivano dalle casette solo la notte, per evitare che la loro pelle delicata venisse rovinata dai raggi del sole.
Erano molto ricche e, a difesa dei loro tesori fatti di oro, perle e diamanti, stavano le orribili e temute muscas maceddas.

Martedì scorso siamo andati a visitare il locale Museo archeologico.

Abbiamo visto un filmato che ci ha mostrato in generale i resti e  i monumenti storici di cui è ricco il nostro territorio.

montessu

Abbiamo visto poi, su un grande plastico che riproduce la nostra isola, illuminarsi i punti che indicano i siti in cui sono state ritrovate le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio.

plastico_isola

Infine, in una vetrina, abbiamo potuto osservare alcuni reperti litici e ceramici ritrovati nell’area del Cronicario, riferibili alla cultura San Michele di Ozieri.

vetrina_frammenti

E’ stato molto interessante vedere da vicino frammenti di oggetti costruiti dai nostri lontani antenati. Il biglietto del museo sarà un ricordo che useremo come segnalibro.

DALLA PIETRA ALL’INTRECCIO

Il viaggio di istruzione al villaggio Sa Ruda lo abbiamo compiuto insieme all’altra classe terza della nostra scuola. Ma abbiamo partecipato a due laboratori diversi: “Litica e osso”, noi, “L’intreccio”, loro.
Interessante dunque scambiarci le informazioni sui rispettivi laboratori.
Ecco perchè per circa un’ora, questa mattina, la nostra aula traboccava di bambini…

con_la_terzaB

 

Abbiamo mostrato ai compagni di terza B il filmato in cui noi assistevamo alla scheggiatura della pietra e quello in cui ci siamo dati da fare a scortecciare e levigare.
Abbiamo mostrato loro i nostri ricordi del viaggio (un arco, una freccia, un’accetta, una lama, un raschiatoio e alcune punte di freccia in ossidiana), abbiamo espresso commenti e impressioni e risposto alle loro domande.

Successivamente ci siamo spostati noi nella loro aula e abbiamo visto le foto in cui i nostri compagni si davano da fare a ripulire il falasco, a intrecciare la tifa, a preparare una scopa di foglie di palma.
Poi ci hanno mostrato i loro manufatti eseguiti durante il laboratorio dell’intreccio:

una piccola capanna di falasco sostenuta da una struttura di canne,

capanna_falasco

 

 

una stuoia di tifa

stuoia_tifa

 

una scopetta di palma.

scopetta

 

Ci hanno fatto vedere anche dei lavori di tessitura fatti in classe con dei telaietti di cartone e dei fili di lana.

telaietto

 

Belli vero? Magari ci proviamo anche noi!

INDIETRO NEL TEMPO… DEL NEOLITICO

Splendido viaggio di istruzione, ieri, al villaggio neolitico “Sa Ruda”, ricostruito a grandezza naturale e in modo fedele ai dati sinora raccolti nei numerosi studi e scavi archeologici effettuati in Sardegna.

villaggio

Grazie alla passione e alla professionalità dei nostri accompagnatori, ci siamo immersi in una realtà lontanissima nel tempo ma affascinante.
Nicola ha catturato la nostra attenzione scheggiando abilmente davanti a noi un blocco di ossidiana: in pochi minuti ha realizzato lame taglienti, raschiatoi e piccole punte di freccia.

scheggiatura

Noi abbiamo collaborato scortecciando dei rami. 

.scortecciatura1

scortecciatura2

Tanta fatica perchè?
Per realizzare un arco e un’accetta! Ne valeva la pena!

accettaarco

 

Intanto che alcuni di noi si impegnavano a scortecciare i rami, gli altri faticavano a levigare strumenti in pietra o osso.

levigatura

 

Abbiamo levigato anche delle conchiglie per ottenere il forellino necessario al passaggio dello spago con cui ce le siamo appese al collo.

conchiglia

 

La visita all’interno delle capanne è stato uno dei momenti più interessanti.
Abbiamo imparato molto sulla vita quotidiana del neolitico, sulla funzione degli arredi, sulla spiritualità dell’uomo di quel tempo.
Peccato che dentro le capanne non si potessero scattare delle foto…

capanne

Il momento più emozionante? Quello del tiro con l’arco , in cui ci siamo messi alla prova come piccoli arcieri!

arciere

GRAFFITI E PITTURE RUPESTRI

Argomento affascinante, quello dell’arte rupestre preistorica, che è possibile approfondire con una visione virtuale grazie al materiale reperibile in rete.
Ecco una scelta adatta ai bambini:

cliccando qui, si può effettuare una visita virtuale delle grotte francesi di Lascaux,
mentre il filmato seguente mostra le grotte Chauvet, sempre in Francia:

Quest’altro filmato invece ci presenta le grotte di Altamira in Spagna:

LA FUSIONE DEI METALLI

Oggi abbiamo partecipato al laboratorio Archeotur “La fusione dei metalli”. A fine anno scolastico sarebbe stato più in sintonia con i tempi del nostro programma di storia, ma i laboratori Archeotur purtroppo si concludono a marzo.
Quindi, un po’ in anticipo, abbiamo approfondito la conoscenza della tecnologia del Neolitico e dell’Età dei Metalli.

introduzione

Con la presentazione teorica ci è stato spiegato come, nella Preistoria, armi e utensili venissero realizzati soprattutto con la lavorazione della selce e dell’ossidiana  e abbiamo visto e toccato frammenti di ossidiana sia nera, sia mogano.

ossidiana_nera

ossidiana mogano

Abbiamo imparato che, successivamente, l’utilizzo dei metalli ha lentamente sostituito quello della pietra nella fabbricazione di utensili e oggetti e che esistono diverse tecniche di lavorazione dei metalli, ad esempio:

la tecnica della cera persa, con cui si producevano i bronzetti nuragici;

bronzetto

 

la tecnica della colata in forma, con cui abbiamo visto creare degli amuleti;

colata in forma

amuleto

 

la tecnica dello sbalzo su lamina di rame, in cui tutti ci siamo cimentati per realizzare un nostro personalissimo medaglione da appendere al collo.

medaglione

PIETRA E FUOCO NEL PALEOLITICO

Oggi abbiamo trattato l’argomento della lavorazione della pietra e dell’uso del fuoco nella vita quotidiana dell’uomo del paleolitico.
Per capire meglio, abbiamo visto varie illustrazioni e dei filmati.

In questo filmato si sperimenta la scheggiatura dell’ossidiana:

 

In quest’altro, l’accensione del fuoco per sfregamento di bastoncini di legno:

Molte altre cose interessanti si possono vedere curiosando sul sito a cui dobbiamo la pubblicazione di questi filmati su youtube:
http://www.archeologiasperimentale.it/