IN GIRO ALLA SCOPERTA DELLA NOSTRA ISOLA

La settimana scorsa abbiamo effettuato ben due visite guidate, con lo scopo di approfondire la conoscenza del nostro territorio in relazione ad alcuni suoi aspetti geografici ed economici. Lunedì 11 maggio abbiamo visitato il “medau Brau” e il Maneggio Matta e giovedì 14, per la seconda volta quest’anno, la Fattoria Tupei.
Nelle nostre cartine abbiamo evidenziato i percorsi. itinerari

Il primo percorso è stato molto interessante:
abbiamo raggiunto il “medau Brau”, nella zona meridionale, attraversando prima la parte più interna dell’isola, incolta e ricca di vegetazione spontanea. La macchia mediterranea era dovunque, con le sue piante di lentisco, cisto, olivastro, palma nana, ginepro, mirto, corbezzolo, erica, leccio…
Ciò che più ci ha colpito sono stati i cespugli gialli e rossi di euforbia che spiccavano tra il verde degli altri arbusti e, per pochi secondi, prima di scomparire tra la vegetazione, una volpe che ci osservava dalla cima di una collina.
Lungo la valle di Triga e poi nella piana di Canai abbiamo visto campi coltivati a cereali. Arrivati al medau Brau, ai piedi del Monte Arbus, ci siamo fermati a vedere le capre rinchiuse nell’ovile. Sono capre che nella stagione fresca pascolano allo stato brado e la vegetazione della macchia mediterranea di cui si cibano rende il loro latte particolarmente ricco di sostanze minerali.

capre

Da questa bellissima zona abbiamo potuto vedere in lontananza gli isolotti del Toro, della Vacca e del Vitello.
Tornando indietro verso la Piana di Canai, abbiamo visto la bella spiaggia di Coecuaddus e un impianto di acquicoltura a mare.

Il resto della mattinata lo abbiamo trascorso nel maneggio dove, dopo aver avuto varie informazioni sull’allevamento delle capre e sulle caratteristiche del loro latte, un allevatore esperto ci ha mostrato come si fanno il formaggio e la ricotta.

fare_il_formaggio

In una stalla del maneggio poi abbiamo assistito alla ferratura di un cavallo.  Ai cavalli del maneggio si rinnova la ferratura circa ogni due mesi.

ferratura

Clicca sull’immagine!

I momenti più belli? I giochi nel fienile e la passeggiata a cavallo nel maneggio! fienile sui_pony

Lasciato il maneggio, abbiamo preso la via del ritorno sulla litoranea orientale che permette una bella vista sul Golfo di Palmas. Guardando verso l’interno, invece, abbiamo potuto scorgere la cima più alta dell’isola, il Monte Perdas de Fogu.

 

Tre giorni dopo, il secondo percorso, verso la Fattoria didattica di Tupei, ci ha permesso di osservare, durante il viaggio, la zona settentrionale dell’isola, con un unico rilievo degno di nota, “Sa Scrocca Manna”, e il Rio Tupei.
La Fattoria Didattica si trova in una zona abbastanza pianeggiante, in gran parte destinata ad attività agricole. Nella fattoria stessa, oltre ad un oliveto, abbiamo visitato un campo di grano sperimentale, coltivato per il progetto “Miglioramento genetico evolutivo e partecipativo”, con la supervisione del genetista Salvatore Ceccarelli.
Con il contributo diretto alla ricerca da parte degli agricoltori, si vuole arrivare a selezionare, in modo naturale, i semi migliori adatti alla coltivazione nelle zone più aride del pianeta, utili a sfamare le popolazioni del terzo mondo.

Il campo sperimentale di Tupei è suddiviso in “parcelle” di 3m x 4m ciascuna (abbiamo misurato!).

parcella

In ogni parcella è stata seminata una diversa varietà di grano, con lo scopo di valutare quali varietà si adattano meglio al nostro clima arido e, contemporaneamente, capire quali hanno una resa migliore per la panificazione o come mangime per gli animali.
Nella fattoria siamo stati impegnati anche in un divertente laboratorio: abbiamo impastato e lavorato pasta madre, acqua e semola, per ottenere, ognuno secondo la propria creatività, un pane del tipo “coccoi”.

coccoietti

Il pane è stato infornato, ed eccolo qua: pane_cotto

I coccoietti dovevamo portarli a casa per mostrarli ai nostri genitori, ma qualcuno non ha resistito e il suo lo ha mangiato subito!

SCUOLA IN FATTORIA

La nostra giornata scolastica oggi non si è svolta tra i banchi di scuola, ma a contatto con la natura e i suoi prodotti, nella Fattoria didattica di Tupei, alla scoperta di “tradizioni, saperi e sapori” del nostro territorio.

La fattoria si trova aTupei, località che dà il nome anche al rio che la percorre prima di sfociare in mare a sud-est di Calasetta.
Nell’azienda ci sono un uliveto, campi coltivati ad avena e spazi coperti da vegetazione spontanea: olivastri, lentischi, mirti, cisti, palme nane…
La nostra esplorazione della fattoria è cominciata quando ci è stato chiesto di confrontare e riconoscere vari rametti tagliati da queste piante della macchia mediterranea.

 

riconoscimento_rametti

 

Nella fattoria inoltre si allevano capre, per la carne e per il latte, e cavalli, per il maneggio.

caprette

 

cavalli

 

Con questa prima visita abbiamo iniziato il percorso didattico “Dal grano al pane”, che concluderemo con una seconda visita fra un mese.
Con una lezione teorica ci sono stati descritti il grano ed altri cereali e abbiamo potuto vedere, toccare e confrontare i vari chicchi e le loro farine.

chicchi

farine

toccare_i_chicchi

 

La parte più divertente è stata però quella laboratoriale, quando siamo stati guidati all’avvio della preparazione della pasta madre: in una ciotola abbiamo unito semola di grano duro, un goccio d’olio e uno di miele, acqua tiepida e abbiamo impastato il tutto pazientemente fino a far raggiungere all’impasto la consistenza desiderata.

pasta_madre

Il nostro impasto ce lo siamo portato via in un bicchiere di plastica, con l’impegno di continuare il lavoro, così come lo si faceva in passato, rinfrescando quotidianamente la pasta per poterla utilizzare dopo almeno 13 giorni. La pasta madre infatti, per essere pronta, ha bisogno di tempo, pazienza e costanza. la_nostra_pasta_madre

 

 

DALLA PIETRA ALL’INTRECCIO

Il viaggio di istruzione al villaggio Sa Ruda lo abbiamo compiuto insieme all’altra classe terza della nostra scuola. Ma abbiamo partecipato a due laboratori diversi: “Litica e osso”, noi, “L’intreccio”, loro.
Interessante dunque scambiarci le informazioni sui rispettivi laboratori.
Ecco perchè per circa un’ora, questa mattina, la nostra aula traboccava di bambini…

con_la_terzaB

 

Abbiamo mostrato ai compagni di terza B il filmato in cui noi assistevamo alla scheggiatura della pietra e quello in cui ci siamo dati da fare a scortecciare e levigare.
Abbiamo mostrato loro i nostri ricordi del viaggio (un arco, una freccia, un’accetta, una lama, un raschiatoio e alcune punte di freccia in ossidiana), abbiamo espresso commenti e impressioni e risposto alle loro domande.

Successivamente ci siamo spostati noi nella loro aula e abbiamo visto le foto in cui i nostri compagni si davano da fare a ripulire il falasco, a intrecciare la tifa, a preparare una scopa di foglie di palma.
Poi ci hanno mostrato i loro manufatti eseguiti durante il laboratorio dell’intreccio:

una piccola capanna di falasco sostenuta da una struttura di canne,

capanna_falasco

 

 

una stuoia di tifa

stuoia_tifa

 

una scopetta di palma.

scopetta

 

Ci hanno fatto vedere anche dei lavori di tessitura fatti in classe con dei telaietti di cartone e dei fili di lana.

telaietto

 

Belli vero? Magari ci proviamo anche noi!

INDIETRO NEL TEMPO… DEL NEOLITICO

Splendido viaggio di istruzione, ieri, al villaggio neolitico “Sa Ruda”, ricostruito a grandezza naturale e in modo fedele ai dati sinora raccolti nei numerosi studi e scavi archeologici effettuati in Sardegna.

villaggio

Grazie alla passione e alla professionalità dei nostri accompagnatori, ci siamo immersi in una realtà lontanissima nel tempo ma affascinante.
Nicola ha catturato la nostra attenzione scheggiando abilmente davanti a noi un blocco di ossidiana: in pochi minuti ha realizzato lame taglienti, raschiatoi e piccole punte di freccia.

scheggiatura

Noi abbiamo collaborato scortecciando dei rami. 

.scortecciatura1

scortecciatura2

Tanta fatica perchè?
Per realizzare un arco e un’accetta! Ne valeva la pena!

accettaarco

 

Intanto che alcuni di noi si impegnavano a scortecciare i rami, gli altri faticavano a levigare strumenti in pietra o osso.

levigatura

 

Abbiamo levigato anche delle conchiglie per ottenere il forellino necessario al passaggio dello spago con cui ce le siamo appese al collo.

conchiglia

 

La visita all’interno delle capanne è stato uno dei momenti più interessanti.
Abbiamo imparato molto sulla vita quotidiana del neolitico, sulla funzione degli arredi, sulla spiritualità dell’uomo di quel tempo.
Peccato che dentro le capanne non si potessero scattare delle foto…

capanne

Il momento più emozionante? Quello del tiro con l’arco , in cui ci siamo messi alla prova come piccoli arcieri!

arciere