NAVIGHIAMO CON I FENICI

Oggi abbiamo partecipato al Laboratorio Archeotur “Navighiamo con i Fenici.

presentazione_Fenici

 

Anche stavolta le operatrici Archeotur hanno saputo catturare il nostro interesse, con la presentazione competente dell’argomento e con una divertente proposta pratica.

Le informazioni sui Fenici si sono intrecciate a quelle sulla civiltà nuragica, così come l’integrazione tra marinai fenici e popolazione nuragica locale fu alla base del popolamento della colonia fenicia di Sulky, la nostra attuale Sant’Antioco.

Ecco in un bel pannello del Museo Archeologico l’ipotesi ricostruttiva dell’abitato arcaico di Sulky, col nuraghe e il villaggio nuragico che sovrastano la colonia fenicia.

abitato_arcaico

 

Per i Fenici era vitale la navigazione, la nostra attenzione si è quindi focalizzata sulle loro navi e le loro tecniche di navigazione. Nel Museo abbiamo visto la ricostruzione di alcune navi. 

navi fenicio-puniche

 

E poi, con grande impegno, ognuno di noi ha realizzato in un quadretto, la propria personale nave fenicia!

quadretto_nave-fenicia

IL FASCINO DEGLI ANTICHI EGIZI

Per chi è rimasto colpito dall’antica civiltà egizia (e in classe ce ne sono parecchi) ecco alcuni suggerimenti per ampliare e approfondire le proprie conoscenze.

Ecco una presentazione (fruibile come ipertesto se scaricata) che presenta in modo chiaro i principali aspetti di questa civiltà:

Un altro modo per entrare nell’affascinante mondo degli Egizi è quello di fare un tuffo indietro nel tempo con Rino nella Storia .

Si può anche giocare con le divinità egizie, o, trovare risposta a tante curiosità.

Divertente anche giocare a scrivere in geroglifico, basta cliccare qui!

Meglio ancora, se si è sicuri che non ci si lascerà impressionare dalla vista delle mummie, godersi in compagnia dei genitori, la bellissima trasmissione della serie Ulisse“, curata da Alberto Angela e dedicata proprio alla civiltà egizia con l’esplorazione del Museo Egizio di Torino.

LE RISORSE DELLA LAGUNA

“Le risorse della laguna” è il laboratorio Archeotur a cui abbiamo partecipato due giorni fa.

su_ciu
Il laboratorio ci ha permesso di conoscere, a grandi linee, quali risorse hanno richiamato sul nostro territorio i suoi primi abitanti, circa cinquemila anni fa, e come, nel tempo, queste risorse sono state sfruttate da tutti i popoli che nella nostra isola si sono succeduti:
i primi più antichi abitanti pescavano soprattutto i molluschi, i fenici sfruttavano i murici per trarne la porpora, i Romani  allevavano murene e anguille in vasconi lungo la costa; si praticava la pesca della pinna nobilis per ricavarne il bisso con cui tessere mantelli regali…

La pesca della pinna è ormai proibita per impedirne l’estinzione, come pure su boligiu, tecnica troppo predatoria.

Abbiamo osservato alcuni strumenti da pesca come il filaccione, utile per pescare le spigole; la nassa, con cui si catturano pesci vari e una robusta fiocina, che montata su un bastone lungo alcuni metri, permette la farca, la pesca notturna, illuminata da una potente lampada a bordo de su ciu, la tipica barca antiochense.

nassa

 

fiocina

Dopo aver ascoltato le varie spiegazioni, abbiamo realizzato, sotto la guida degli operatori, un quadretto con tecnica mista (sabbia, tempera e collage), che abbiamo potuto portare via per ricordo.

si_dipinge

Il quadretto mostra una scena di pesca: unu ciu, governato da un pescatore che cerca, con le sue reti, di catturare i pesci che popolano la laguna: saraghi, orate, spigole, ghiozzi, scorfani, triglie…..

quadretti

BUONE FESTE

Anche quest’anno abbiamo  cantato i canti di Natale per i nostri genitori in uno spettacolo realizzato in collaborazione con i bambini delle prime, gli stessi a cui leggiamo ogni tanto delle storie. L’abbiamo fatto sabato 20 dicembre. Eravamo molto emozionati, ma per fortuna è andato tutto bene.

tutti_sul_palco

Naturalmente, per preparare lo spettacolo abbiamo fatto molte prove, ma questa è stata soltanto una delle attività natalizie che ci hanno impegnato nelle ultime settimane.
Abbiamo fatto anche altre cose divertenti: con l’insegnante di inglese abbiamo costruito il cracker che poi abbiamo strappato in coppia con un compagno;

cracker

con l’insegnante di religione abbiamo realizzato gli addobbi per il salone;

addobbi_salone

con l’insegnante di italiano abbiamo sbalzato su lamina metallica gli addobbi per l’albero di Natale. Con lei abbiamo anche scritto una lettera molto dolce per i nostri genitori esprimendo tutto l’affetto che proviamo per loro.

biglietto_augurale

Inoltre, dal primo dicembre, abbiamo scritto tanti bigliettini gentili, ogni giorno dedicati a un diverso bambino della classe. Per contenere i biglietti abbiamo usato i sacchetti del calendario dell’Avvento. È stato molto bello leggerli perché erano il segno dell’affetto e della amicizia che c’è tra noi.

calendario_avvento

Ci ritroveremo tutti a scuola il 7 gennaio.

BUONE FESTE!

LA LUDOTECA INCONTRA LA SCUOLA

Due giorni fa, giovedì, abbiamo interrotto le nostre attività natalizie per andare in ludoteca a Carbonia: non ci siamo lasciati sfuggire l’invito gratuito che la ludoteca ha fatto alla scuola e abbiamo fatto bene: ci siamo tanto divertiti!

Dopo aver ascoltato la storia di “Anna furiosa”, abbiamo costruito il gioco che rilassava e fermava la rabbia della protagonista della storia, il TRIS.

Eccoci all’opera:

ludoteca1

Naturalmente poi abbiamo giocato a coppie col nostro gioco appena costruito:

ludoteca_tris

 

Abbiamo giocato anche, divisi in due squadre, a chi costruiva con dei barattoli la torre più alta: la squadra delle Rane ha superato quella della Corona.

ludoteca_torre

 

Dopo la merenda siamo stati lasciati liberi di giocare come volevamo. Allora si sono formati gruppetti spontanei: chi ha preferito il biliardino; chi i giochi da tavolo, come dama, scacchi, battaglia navale; chi invece ha organizzato delle sfilate indossando gli abiti messi a disposizione nel cestone dei travestimenti.

Insomma, uno spasso!

 

LA STORIA DEL NOSTRO TERRITORIO

Nelle ultime settimane abbiamo intrapreso lo studio della storia del nostro territorio a partire dalle prime tracce che l’uomo vi ha lasciato.

prime_tracce

Abbiamo imparato che queste tracce ci riportano a più di 5000 anni fa, quando, lungo l’istmo che collega la nostra isola all’isola madre, furono eretti i menhir detti Su para e sa mongia” (il frate e la suora).

su-para_sa-mongia

La leggenda racconta che un frate e una suora, presi da un folle, reciproco amore, stavano fuggendo dall’isola di Sant’Antioco quando l’ira divina li punì pietrificandoli.
In realtà si tratta di pietre fitte, una alta circa tre metri e l’altra due, che simboleggiano rispettivamente le divinità maschile e femminile.
I menhir sembrano legati alla presenza, nelle vicinanze, di un villaggio di pescatori-raccoglitori appartenenti alla cultura San Michele di Ozieri.

Allo stato attuale delle ricerche, sull’isola sulcitana sono stati identificati diversi insediamenti riconducibili alla Cultura di Ozieri (3 300 /2 700 a.C), tra cui quello dell’area del Cronicario e un altro in località Canai; in entrambi sono stati rinvenuti molti frammenti ceramici e litici.

Appartengono al medesimo periodo anche le domus de janas di Is Pruinis e quelle in località Serra Nuargia. Si tratta di tombe scavate nella roccia dove i defunti venivano inumati in posizione fetale con accanto il loro corredo funerario.

Anche queste tombe devono il loro nome alle leggende, secondo le quali le janas erano le fate abitatrici delle grotticelle, dette appunto domus de janas (case delle fate).
Da alcuni ritenute benefiche, da altri streghe, le janas hanno popolato numerosi racconti della tradizione fantastica sarda.
Piccole e dispettose, vivevano in mezzo alle rocce, preparavano pani leggeri più dell’ostia e, con le loro dita sottili, tessevano scialli con fili d’argento e d’oro. Uscivano dalle casette solo la notte, per evitare che la loro pelle delicata venisse rovinata dai raggi del sole.
Erano molto ricche e, a difesa dei loro tesori fatti di oro, perle e diamanti, stavano le orribili e temute muscas maceddas.

Martedì scorso siamo andati a visitare il locale Museo archeologico.

Abbiamo visto un filmato che ci ha mostrato in generale i resti e  i monumenti storici di cui è ricco il nostro territorio.

montessu

Abbiamo visto poi, su un grande plastico che riproduce la nostra isola, illuminarsi i punti che indicano i siti in cui sono state ritrovate le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio.

plastico_isola

Infine, in una vetrina, abbiamo potuto osservare alcuni reperti litici e ceramici ritrovati nell’area del Cronicario, riferibili alla cultura San Michele di Ozieri.

vetrina_frammenti

E’ stato molto interessante vedere da vicino frammenti di oggetti costruiti dai nostri lontani antenati. Il biglietto del museo sarà un ricordo che useremo come segnalibro.

LE COORDINATE GEOGRAFICHE

Orientarsi con l’aiuto del reticolo geografico e definire la posizione di un punto con le misure di  latitudine e longitudine, o individuare un punto date le coordinate, non è facile per i bambini.
Giocare con il reticolo può aiutare. In classe giochiamo a coppie osservando il planisfero alla LIM: un bambino dà le coordinate e l’altro deve portare il pallino nella posizione richiesta; se indovina, piazza il pallino in un punto a piacere e il compagno ne definisce le coordinate.

coordinate_geografiche

 

Si può giocare anche on line con questi due bei giochi:

GIOCO 1

GIOCO 2